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Sono Lucifero, colei che porta la luce - Annica Cerino
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Sono Lucifero, colei che porta la luce

Sono Lucifero, colei che scoperchia le verità.

Colei che denuda la moralità dalla sua menzogna, colei che cavalcando l’impetuoso maestrale assurge all’amorale concezione, avvicinando l’umano alla sua autenticità.

Ti smaschero dagli orpelli della bugia scintillante, dalla falsa felicità, dalla serenità apparente, dalle buone maniere per comodità, dalle facciate con gli amici, dal valore dei costrutti, che in quanto tali sono peggio di gabbie spinate.

E ti restituisco alle tue viltà. Alla paura che ha impregnato una vita intera arrestando il naturale flusso dell’essere.

Ti restituisco all’infelicità ingoiata a forza, pur di apparire ciò che non sei. Ti restituisco alla tua mancanza di piacere, di goduria e di lussuria che tormentano ora le tue notti in cui rivedi tutte le possibilità perse, la tua vita sacrificata per una grande, grandissima bugia.

“Con me non c’è pace. Nessun focolare sicuro. Né Vangeli stucchevoli” (A. J.)

Sono Lucifero, colei che porta la luce, laddove finora regnava la tenebre più intensa, la stella del mattino, colei che ti risveglia dalla tua falsità e ai tuoi più veritieri desideri.

“Nulla mi può limitare. Ho trasgredito tutte le leggi: brucio le Costituzioni e i libri sacri. Nessuna religione può contenermi. Distruggo qualsiasi teoria, faccio esplodere tutti i dogmi” (A. J.)

Quando attraverso la tua vita, risveglio la bambina dal torpore e dall’autoinganno e tutte le verità ti si manifestano davanti come quadri in una galleria d’arte. Il dolore e il dramma e l’assillo sono solo l’inizio di un calvario che ti faranno emergere dagli abissi delle tue fogne. Quando lambisco i porti sicuri della tua pallida vita illumino il tuo profondo desiderio di ascendere dalla caverna al cosmo.  Le bugie ti soffocano, il respiro vorrebbe sbottare, la menzogna ti strazia il corpo, la pelle diventa pesante sulla tua quintessenza che sta emergendo.

La magma delle mie viscere ti spinge verso te stessa, una volta spezzati gli anelli della catena, le gabbie dei moralismi, le manette degli attaccamenti e le convinzioni divenute anacronistiche. Una volta dissolte tutte le ipocrisie.

Sono Lucifero, colei che porta la luce.

“Vorresti ridere

e diventi un ghigno di lebbra

ad un certo punto ti senti bello come Lucifero

e non sai che questa resurrezione

non è un’adolescenza

ma è la maternità della luce

che hai sempre avuto nel grembo.”

Alda Merini

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