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La scrittura come meditazione - Annica Cerino
caffè_letterario

La scrittura come meditazione

Scrivere per osservare, osservare per scrivere

Scriviamo non per creare opere d’arte, ma per conoscerci, sviluppare l’integrità, la determinazione, l’equilibrio, la moderazione. Per placare quel ronzio mentale costante e perseverante fatto di mozziconi di pensieri, di immagini frastagliate, di parole e voci che si accavallano come quando si è nel bel mezzo di una piazza gremita di persone che parlano.

Un mormorio di riflessioni che scivolano nell’oblio mentre corriamo da una parte all’altra, mentre assolviamo ai nostri impegni, sempre inderogabili! La frenesia veloce della vita che, spesso, conduciamo non ci permette di fermare i pensieri, le emozioni o le immagini belle che scorrono nella nostra mente.

Ma, quando si inizia a praticare la scrittura, si inizia a praticare la capacità di soffermarsi. E di fare silenzio. Si pratica l’essere presenti e la presenza mentale è l’atto di portare tutta l’attenzione verso ciò che sta succedendo nel momento presente.

Attraverso la scrittura impariamo il controllo di noi stessi, che contribuisce alla nostra crescita emotiva e spirituale. La scrittura, allora, diventa la nostra maestra.

Scrivere ci insegna anche ad osservare. Quante volte entriamo in un bar a prendere un caffè e siamo così immersi in noi stessi, magari in nessun pensiero particolare, ma solo tante parole che ci frastuonano dentro e non vediamo chi prende il caffè accanto a noi. Gomito a gomito e non lo vediamo. Perché non siamo immersi nella realtà, ma solo in un guazzabuglio di idee e pensieri. Osservare invece ci connette al mondo, a questa realtà.

Occorre prima saper osservare per poter scrivere. Tanto dentro, quanto fuori.

La scrittura è l’ancora delle nostre emozioni e alla realtà circostante.

La scrittura come atto trasformativo

Non importa quanto tempo gli dedichiamo, racchiude un grandissimo potenziale terapeutico. Attraverso la scrittura, sviluppiamo la qualità del coinvolgimento: siamo cioè completamente assorbiti da ciò che sentiamo e da quello che vorremmo descrivere, questo comporta mettere a tacere il rumore di fondo che abita nella nostra testa e fare spazio all’attenzione e alla concentrazione. Gli stessi requisiti per una buona meditazione!

Scrivere regolarmente rafforza la determinazione, una qualità che rende le persone capaci di fare fronte alle difficoltà, quando si decide di scrivere di un’esperienza difficile è segno che si è scelta la speranza invece della disperazione.

D’altro canto quando scriviamo ci sentiamo in preda allo sconforto, scrivendo diventiamo meno negativi. Perché quando scriviamo diventiamo osservatori o narratori, un passo importante nello sviluppo della determinazione. Quando la vediamo come un argomento da descrivere e da interpretare, guardiamo alla nostra vita con un maggiore distacco e da una distanza maggiore. Quando ci domandiamo come articolare quello che abbiamo in mente perché acquisisca un senso, riconfiguriamo i nostri problemi con più chiarezza e con una maggiore indulgenza verso se stessi.

Impegnarsi nella semplice pratica della scrittura è già di per sé un gesto trasformativo, come lo è raccontare le proprie storie, collegare i sentimenti agli eventi della vita.

Come per la meditazione bisogna ritagliarsi un momento tutto per sé per praticare la scrittura. Pianifichiamo di scrivere. Prepariamo un luogo in cui poter scrivere. Ci prepariamo a scrivere. Ci prendiamo cura di noi stessi in modo da poter scrivere. Prepariamo i nostri materiali. E scriviamo.

Scriviamo in modo ritualistico. Ci concentriamo sull’atto della scrittura momento dopo momento. Onoriamo il rituale che abbiamo scelto.

Cerchiamo di scrivere regolarmente, sia che ci sentiamo ispirati o meno.

Cerchiamo di scrivere in modo intuitivo e spontaneo. Ascoltiamo la voce interiore, non importa quanto sia lungo o bello quanto abbiamo scritto, la cosa veramente importante è farlo. È non mancare all’appuntamento con noi stessi.

Scrivi senza aspettative, senza giudicare quello che hai scritto, anzi potresti divertirti a scrivere degli strafalcioni. Una mia allieva, una volta mi disse: <Annica, non ho fatto errori, ma degli orrori> e poi aggiunse che andava bene così comunque. Stava iniziando a non giudicarsi, ma ad accettare di poter sbagliare e non per questo di essere sbagliata. O un orrore…

Come usare la scrittura come metodo di autoconoscenza

  • È fondamentale scrivere regolarmente e in uno stato d’animo rilassato.
  • Osserviamo cosa avviene dentro di noi mentre scriviamo e anche dopo.
  • Non giudicarti. Scrivi per scrivere. Non avere aspettative.
  • Sii paziente. Non metterti fretta mentre scrivi. Creati una routine di scrittura.
  • Non trascurare l’appuntamento con te stesso.

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