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L'inizio e la fine di una storia: l'incipit e l'explicit - Annica Cerino
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L’inizio e la fine di una storia: l’incipit e l’explicit

L’incipit è l’inizio di un racconto, un romanzo, una fiaba. Sono le prime battute con cui si inizia a narrare, poche parole, una frase o due in cui si racchiude lo stile dello scrittore, l’atmosfera dalla quale si inizia.

A volte è un’incognita che ci conduce a continuare a leggere. A volte è uno stato d’animo, la descrizione di un luogo o un dialogo.

Dall’incipit dipende tutto, dipende la scelta del lettore se continuare oppure no. Se all’inizio il lettore non sente di potersi affidare al racconto, né alle emozioni suscitate dall’autore, allora non si va avanti. E si chiude il libro. Ma se, invece, già le prime righe catturano la sua curiosità, il suo interesse a proseguire e a farsi accompagnare in un altro mondo, allora l’autore e il lettore hanno stipulato un tacito accordo di fiducia e di intenti.

Sebbene non esistano delle regole fisse per poter iniziare una storia, sono state circoscritte gli incipit più usuali.

Gli incipit di un racconto somigliano all’inizio di una relazione, se il lettore percepisce qualcosa che non è in sintonia con le sue richieste più intime, di quel momento, potrebbe chiudere il libro per sempre. Oppure riaprirlo dopo anni e valutare se stavolta l’incipit suscita qualcosa di diverso rispetto ai tempi addietro, oppure no. Lasciarlo chiuso. Con la convinzione che non ne valga la pena. Ma c’è la possibilità che il lettore si faccia sedurre dopo pochi passi, e dunque, si fida di quelle poche battute e si affida allo scrittore per intraprendere un viaggio insieme, verso mondi sconosciuti e inesplorati. In ogni caso è l’inizio di nuovo itinerario che può aprirsi su panorami inaspettati e piacevoli.

Se dovesse decidere di continuare la lettura, lo scrittore, dovrà essere veramente avvincente! E far sì che il lettore si fidi di lui al punto da seguirlo per i suoi sentieri emozionali.

Incipit descrittivo:

Si inizia descrivendo un luogo, un ambiente introducendo in questo modo il lettore nell’atmosfera della narrazione.

“Maggio ad Ayemen è un mese caldo, meditabondo. Le giornate sono lunghe e umide. Il fiume si ritira e corvi neri si rimpinzano di manghi lucidi sugli alberi verdepolvere, immobili.”

Il dio delle piccole cose.Arundhati Roi –

Incipit che introduce un personaggio

“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato.” – Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

Incipit informativo

Lo scrittore dà delle informazioni rapide su cosa stia accadendo in quel preciso istante

“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Questo non dice nulla: è stato forse ieri. L’ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l’autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l’aria contenta. Gli ho persino detto: “Non è colpa mia.” Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo”.

– Lo straniero – Albert Camus

Incipit media res

È quando lo scrittore inizia subito la narrazione, proietta il lettore nel bel mezzo della storia senza tanti preamboli. Dando quasi per scontato che il lettore faccia parte del flusso narrativo. I dettagli verranno sviluppati in seguito.

“Vuoi un po’ di vino?” Lei muove appena il mento, un gesto vago, infastidito. Assente. Dev’essere lontana, presente altrove, in qualche cosa che le sta a cuore e che naturalmente non può essere lui”

– Nessuno si salva da solo – Margaret Mazzantini.

Incipit narrativo

Lo scrittore inizia subito la narrazione con la descrizione di un ambiente o di una situazione. Cala il lettore immediatamente nella storia, come al centro di una scena.

“Peccato che andando via da lì non avrebbe potuto portare il fiume con sé, annodato al collo come una stola d’acqua che, tumultuosa e placida, scandisse le stagioni, il corso del tempo. Quel fiume era la sua memoria. Le bastava guardare la corrente scura eppure luminosa come mercurio liquido, per evocare la storia di tutto ciò che la circondava”

– Waslala – Gioconda Belli.

Incipit dialogico

In questo caso il lettore fa una premessa meta-letteraria, per cui si rivolge direttamente al lettore spiegandogli il motivo della storia oppure l’evento che ha scatenato l’idea di scrivere quella storia.

“Stai per cominciare a leggere il n uovo romanzo” Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.”

– Se una notte d’inverno un viaggiatore – Italo Calvino.

Dal mio punto di vista l’incipit e la cattura dell’attenzione del lettore non è solo una questione di seduzione, come si usa dire nell’ambiente della scrittura, ma è anche una questione di risonanza emotiva con il lettore in quel particolare momento della propria vita. E credo che la cosa più impegnativa sia conquistarsi la fiducia del lettore e mantenerla fino all’excipit, ossia alla fine, ma anche oltre, quando il lettore ha chiuso il libro e resta a vagheggiare ancora nelle atmosfere della narrazione.

Il finale

Il finale di un romanzo o di un racconto deve accompagnare il lettore ad uscire dalla storia, con un lieto fine, in maniera sorprendente o lasciando la storia in una sospensione in cui sarà il lettore a pensare alla possibile conclusione. Ad ogni modo, deve essere un finale che mantenga le promesse fatte durante il tragitto, e far sì che ogni personaggio o la situazione in generale trovi la sua evoluzione.  Arrivato all’ultima pagina il lettore non lo si può lasciare confuso e disorientato, semmai con nuove prospettive che rifletterà in autonomia.

Un finale scritto bene può aggiungere significati alla storia.

Possibili finali

Finale chiuso: Dato un movente iniziale, al termine ogni cosa viene spiegata e collocata. E i personaggi trovano il loro spazio nella narrazione e nelle loro vicende personali.

Finale aperto: è auspicabile questo tipo di explicit quando si desidera dare al lettore la possibilità di indovinare il finale. Come in alcuni film francesi, il finale resta aperto ad altre interpretazioni, dunque finisce con una scena cosiddetta aperta. La scena aperta darebbe la possibilità di continuare il racconto in un secondo momento o con un secondo racconto.

Finale circolare: si ritorna al punto di partenza, all’inizio di una storia. Ad esempio, quando il narratore ricorda eventi del passato, rivive insieme al lettore una vita già trascorsa e la rievoca nel momento presente. L’explicit si snoda ritornando al presente del narratore che sta raccontando la sua storia. Si conclude, quindi, da dov’era cominciata. In questo caso la storia è un lunghissimo flashback.

Finale in media res: il racconto o il romanzo finisce quando la storia non è ancora finita. Si può finire con un dialogo o una descrizione, lascia intendere che la storia non sia finita e che noi siamo i lettori solo di un segmento delle vicende che ci hanno condotto fin qui. Così come esiste l’incipit in media res così il finale può finire nel bel mezzo di una descrizione. E noi abbiamo vissuto con lo scrittore un frammento della storia dei personaggi e della loro vita.

Anche il finale, come in una storia d’amore, a prescindere dal lieto fine o meno, deve lasciare deve lasciare significati aggiuntivi alla storia e al lettore.

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