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Gridare in una stanza tutta per sè - Annica Cerino
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Gridare in una stanza tutta per sè

A volte, durante gli esercizi di Bioenergetica emerge la voglia di gridare, che andrebbe assecondata.

Gridare come il pianto è liberatorio, entrambi aiutano ad allentare la tensione che si accumula nel corpo.

Gridare è una buona occasione per liberarsi dal dolore soffocato, dalla tensione e dalla paura. In alcuni momenti il gridare può essere l’espressione di emozioni come il rancore, la rabbia, lo stress, emozioni, queste, che non hanno ancora trovato una via di uscita.

Alzare la voce, gridare, emettere dei suoni liberi e senza un apparente senso è importante per aprire la gola e la trachea.

Al di fuori degli spazi dedicati alla pratica Bioenergetica, nella propria casa sarebbe ideale poter disporre di una stanza per gli esercizi nella quale ci è consentito fare tutto il rumore che si vuole.

Oppure, in mancanza di uno spazio fisico, si può creare uno spazio temporale, per esempio quando si è soli in casa. “Una stanza tutta per sé” diceva Virginia Woolf, uno spazio intimo e personale in cui ci si può prendere cura di sè.

Nell’arco della mia vita mi sono ritagliata spazi molto diversi tra di loro, quando ero una ragazzina, un giorno, confidai a mia madre il mio bisogno urgente di gridare di tanto in tanto. Mia madre non si meravigliò. Mi concesse di spalancare la finestra del bagno che dava su un campo agricolo e di gridare al cielo tutte le volte che ne sentissi la necessità. Purchè la avvisassi prima di questo, oramai divenuto, rito.

Da adulta automunita, quando sentivo questa impellenza e la tensione a fior di pelle, costeggiando la Divina Costiera o la tangenziale delle città in cui ho abitato, ho dato voce alle mie tristezze.

Fa bene, ogni tanto, permettere alla voce di esprimersi in tutta la sua potenza. Sfruttare a pieno la voce è uno degli obiettivi più importanti della Bioenergetica.

“Il gridare ha un potente effetto catartico sulla personalità. […] Il grido è come un’esplosione all’interno della personalità, che distrugge temporaneamente la rigidità creata dalla tensione muscolare cronica e mina alla base le difese dell’io, quelle del primo strato. Il pianto e i singhiozzi profondi producono un effetto simile, ammorbidendo e sciogliendo le rigidità del corpo.”Alexander Lowen

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