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Scrivere per me è... - Annica Cerino
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Scrivere per me è…

Il mio corso di scrittura creativa ha l’obiettivo di far scrivere come addestramento alla scrittura.

Come quando si corre, più si corre e più ci viene meglio. Qualche volta, uno non ha voglia di correre e ogni passo gli costa una fatica immensa, ma lo fa ugualmente. L’esercizio è qualcosa che si fa comunque, lo si voglia o no.

Non si può aspettare che ci venga l’ispirazione, che all’improvviso ci venga una gran voglia di correre. Non succederà mai, specialmente se si è fuori forma e si è evitato di correre. Ma se si corre regolarmente, si addestra la mente a superare d’un balzo le resistenze, o a ignorarle. Si fa e basta. E nel bel mezzo della corsa, a un tratto si scopre che ci piace moltissimo.Quando si arriva alla fine, non si smetterebbe più. Ci si ferma, e non si vede l’ora di ricominciare.

Anche la scrittura è così. Una volta che ci siamo entrati dentro, ci si chiede cosa mai ci abbia trattenuti tanto a lungo dal metterci una buona volta alla scrivania. Con l’esercizio, si riesce effettivamente a migliorare. Si impara a dare maggiore fiducia alla propria interiorità, e a non dar retta alla voce che vorrebbe fare a meno di scrivere.

Quando si scrive, non bisogna dirsi: “Adesso scriverò una poesia”.

Questo atteggiamento sortirà l’immediato effetto di paralizzarci completamente. Bisogna mettersi alla scrivania limitando al massimo le aspettative nei propri confronti: “sono libera di scrivere le peggiori schifezze del mondo”. Bisogna darsi lo spazio per scrivere molto, ma senza destinazione precisa.

Se ogni volta che si scrive ci si aspettano delle mirabilie, quello che si scrive sarà sempre una gran delusione. Per di più, una simile aspettativa è in sé un formidabile impedimento allo scrivere.

La mia regola è di scrivere tutti i giorni. Di confrontarmi con gli scrittori più disparati, con coloro che hanno uno stile diverso dal mio, con gli autori dei classici e dei saggi, con gli esordienti, i principianti, i giornalisti, con gli scrittori attuali che usano un linguaggio asciutto, rapido, immediato e mediato dalle immagini che scorrono veloci come fotogrammi.

Il mio ideale sarebbe scrivere tutti i giorni. Il mio ideale, si badi bene. Se non ci riesco, sto molto attenta a non giudicarmi negativamente o a lasciarmi prendere dall’ansia. Nessuno vive all’altezza dei propri ideali.

Quando scrivo non mi pongo limiti di lunghezza, né di margini, né aspiro a fare bella figura. Forse, l’unica regola che mi do, oltre a scrivere, è di fare ricerca. Ricerca stilistica, la mia. Osservare il mio stile che cambia di pari passo con me. Lo stile è lo stato in cui sono e vivo dentro, è il mio qui ed ora.  Riflette una parte di me che non è accessibile a tutti, è l’esoterismo della scrittura, è la parte che per carpirla e comprenderla occorre andare sotto, immergersi nei fondali, tra le cose invisibili a coloro che restano in superficie.

Scrivo innanzitutto per me stessa, questo mi concede di godere di una grande libertà psicologica. Quando mi sento coinvolta intensamente il corpo lo sento sciolto e rilassato. La mano e le parole fluiscono liberamente come in un stato di intimità, di intensa confidenza. Nello scrivere, quando si è veramente assorbiti, non ci sono più colui che scrive, la carta, la penna, i tasti del pc, i pensieri, c’è solo la scrittura che crea se stessa. Tutto il resto è scomparso.

Uno degli scopi principali della pratica della scrittura consiste nell’imparare a dar fiducia alla propria mente e al proprio corpo, diventare pazienti e a non essere aggressivi. La poesia, il post su Facebook, il racconto, l’articolo, non hanno importanza. Ciò che importa è il processo della scrittura.

Scrivere, scrivere, scrivere aiuta a dar fiducia alla nostra voce e alla nostra evoluzione personale.

L’addestramento alla scrittura è una sorta di riscaldamento per qualsiasi altra cosa si abbia intenzione di scrivere. È la base, il modo più essenziale e primitivo di scrivere. Se si impara ad aver fiducia nella propria voce, questa fiducia può poi essere applicata a una lettera, a un romanzo, a una tesi di laurea, a una commedia, a un’autobiografia.

La pratica della scrittura abbraccia tutta la nostra esistenza e non ha una struttura logica: si può giocare con le parole, le immagini o le metafore, ci si può ingarbugliare, si può mescolare la fiaba al giallo, si possono intrecciare trame e personaggi tra loro lontani. La scrittura è un luogo in cui ci si può abbandonare alle evoluzioni più sfrenate, non ha nessuna direzione e riguarda tutto il nostro essere nel momento che stiamo vivendo.

La pratica della scrittura è come un abbraccio affettuoso a cui ci si può abbandonare nel modo più illogico e incoerente. È il nostro bosco selvaggio dove andiamo a raccogliere le energie prima di potare il giardino, prima di scrivere i nostri libri, i nostri racconti, articoli e altro.

Ed ora vi invito a scrivere. Qualunque cosa vi venga in mente. Lasciate semplicemente scorrere le dita sulla tastiera o la penna sul foglio, scrivete qualsiasi cosa attraversi il corpo e la mente in questo preciso istante.

Buona scrittura.

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