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La bugia fa male a chi la racconta

E poi ci sono le persone che faticano ad essere veramente sincere. Non si accorgono che la loro bugia trapela da tutte le fessure del proprio comportamento così poco spontaneo, così formale.

Ma perché una persona vorrebbe apparire ciò che non è? Perché dovrebbe professare il senso di umanità, di comunità, di generosità, quando invece non riesce a gioire autenticamente della felicità dell’altro e del benessere altrui? Perché tanta menzogna? E a chi si mente realmente? A chi nuoce tutto ciò?

Secondo me, l’inautenticità nuoce solo a chi vorrebbe apparire diverso da ciò che è. La bugia rode dentro, come un topino affamato di unicità e riconoscimento, rosica le irrisolutezze della propria esistenza, rosica l’incapacità di aprire in modo sincero il proprio cuore. E tutto questo rosicare emana una naturale contraddittorietà nelle relazioni con gli altri; un orecchio sensibile riesce a cogliere la dinamica conflittuale che si agita dentro e lo sforzo di non farla trasparire, riesce a sentire le emozioni contrastanti che litigano fra di loro, le diverse correnti interiori che si infrangono in una forma spuria di comportamento.

Un attento osservatore sente che non c’è verità. Ma dell’assenza di verità spesso il soggetto si vergogna e abilmente tesse altri mascheramenti.

La maschera o la bugia hanno una propria funzione: quella di nascondere a se stessi, ma soprattutto agli altri, la percezione della propria inadeguatezza, il desiderio di essere altro da ciò che si è e la percezione di una mancata realizzazione; inoltre la postura non veritiera ha bisogno di raccogliere il plauso del pubblico, ha bisogno che “la gente” creda alla maschera e che non immagini neppure cosa, in verità, si nasconda dietro a tanta recita. “La gente”, nella sua credulità, deve restituire il proprio riconoscimento a tanta messainscena.

Per sembrare si ha bisogno degli altri. Ma è quando si è soli e nudi che ci si guarda per quello che si è. E la verità ci fa male. Quando non la accettiamo. Quando la mascheriamo per vergogna.

Non siate crudeli con chi indossa una maschera perché sta combattendo la sua battaglia, sta cercando il suo posto nel mondo, ancora non sa che le bugie sono come i boomerang che si ritorcono contro, che fanno male solo a chi le racconta o recita una parte. Ancora non sanno che quelle posture rigide e posticce fanno male solo al proprio corpo e alle proprie emozioni e sono il deterrente per una reale forza d’animo.

Forse, anche loro, impereranno a ristabilire quell’amoroso dialogo con se stessi che accresce la possibilità di avere una vita piena e pienamente vissuta.

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