Warning: Declaration of ElementorPro\Modules\Posts\Skins\Skin_Content_Base::register_controls(Elementor\Widget_Base $widget) should be compatible with Elementor\Controls_Stack::register_controls() in /home/customer/www/annicacerino.com/public_html/wp-content/plugins/elementor-pro/modules/theme-builder/widgets/post-content.php on line 30
Nell'uomo c'è solo l'uomo - Annica Cerino
torii-1886975_1920

Nell’uomo c’è solo l’uomo

Le persone stanno bene così come sono.

Per essere complete, per realizzarsi, per migliorarsi non hanno bisogno di qualcosa di extra, devono semplicemente spalancare le persiane, togliersi i paraocchi e lasciar splendere il sole.

Uno dei concetti più rivoluzionari che emerge dall’ esperienza di cura è il sempre maggior riconoscimento che il nucleo più riposto della natura dell’uomo, lo stato più profondo della sua personalità, la base della sua natura animale ha carattere positivo, è fondamentalmente socializzato, progressista e realistico.

Non dobbiamo chiederci chi socializzerà, perché uno dei suoi bisogni più profondi è quello dell’affiliazione e della comunicazione con gli altri.

L’individuo è realisticamente capace di controllarsi ed è incorreggibilmente socializzato nei suoi desideri.

Nell’uomo non c’è la bestia.

Nell’uomo c’è solo l’uomo.

Carl Rogers, come tutta la psicologia umanistica, sostiene che esiste una tendenza naturale a far sbocciare il nucleo, a far emergere le proprie risorse, e diventare persone piene e complete.

Occorrono il tempo, la pazienza, il gusto dell’attesa, il desiderio e il coraggio, a volte, di mettersi in discussione. Di aprire un dialogo interiore sincero e senza veli  con noi stessi. Bisogna saper attraversare i pendii sdrucciolevoli, le siepi spinose e i ponti traballanti e prendersi la responsabilità delle proprie emozioni, del proprio vissuto, degli eventi che ci cambiano la vita, senza opporre resistenza.

La resistenza è quando additiamo qualcuno o  qualcosa come il responsabile delle nostre emozioni, quando riflettiamo fuori  la responsabilità dei nostri limiti e dei nostri disagi. Per esempio questo accade quando traduciamo in “azioni contro” il nostro senso di inferiorità, quando abbiamo bisogno di svilire l’altro perché non ci faccia sentire troppo a disagio, quando l’Altro rappresenta un qualcosa che non comprendo nel mio sistema  valoriale e culturale, allora lo temo in quanto diverso e inafferrabile. Quando l’altro diventa il mio specchio scomodo, in quanto riflette tutto il mio senso di inadeguatezza e di immaturità, e in quanto tale lo denigro e lo scredito, non sto facendo un percorso di evoluzione personale. Piuttosto di involuzione. Sto mettendo in atto delle resistenze pur di non guardare dentro, pur di non esplorare ciò che percepisco come limiti.

Possiamo scegliere fra la crescita, il ristagno o il declino.

A Voi la scelta!!!

Annica Cerino

condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email
Condividi su whatsapp