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La prevenzione

La  prevenzione comprende tutte quelle attività finalizzate a sensibilizzare, educare, informare ed anticipare atteggiamenti, comportamenti e condotte a rischio o da perseguire. Prevenire significa promuovere lo sviluppo di competenze dell’altro per passare attraverso la condizione di rischio con meno traumi possibili.

Vengono distinti tre livelli di prevenzione: primario, secondario, terziario. Ad ognuno dei quali corrispondono obiettivi, caratteristiche, metodi e destinatari differenti.

La prevenzione primaria

Favorisce percorsi evolutivi resilienti, mediante la promozione di competenze specifiche, quali, ad esempio, quelle comunicative, socio-relazionali ed emotivo-affettive.

Si tratta di interventi proattivi, rivolti a tutti gli individui e in modo specifico ad un target di persone che potenzialmente può manifestare un disagio.

Nell’ambito della relazione di aiuto la prevenzione primaria può mettersi in pratica attraverso un ciclo di incontri informativi relativo alle modalità di comunicazione efficace, che promuove nei partecipanti l’apprendimento e l’attivazione di competenze specifiche, con il fine di prevenire possibili disturbi della comunicazione nell’ambito delle relazioni interpersonali.

La prevenzione secondaria

Si rivela necessaria nei casi in cui viene precocemente identificata o diagnosticata una condotta sintomatica, prima che degeneri in una patologia.

La prevenzione secondaria mira a riconoscere gli indici predittivi del disagio e a progettare interventi finalizzati a ridurre l’impatto dei fattori di rischio sullo sviluppo dell’individuo.

Un esempio concreto di questo tipo di intervento è rappresentato dai progetti rivolti ad adolescenti con condotte a rischio, finalizzati, da un lato, a promuovere la conoscenza delle abilità prosociali e dei relativi comportamenti, e dall’altro a favorire la consapevolezza della propria condotta e a guidare l’apprendimento delle nuove conoscenze.

La prevenzione terziaria

Mira alla riabilitazione di individui problematici, il cui disagio richiede un intervento terapeutico specifico. Il trattamento dei disturbi d’ansia, depressivi, alimentari e di tutti gli altri quadri psicopatologici, rientra in questo livello di prevenzione.

Gli ambiti di attuazione: scolastico, comunitario, sociale. Nell’ambito scolastico si possono sviluppare progetti di prevenzione dalle new addiction (dipendenze), dai disturbi del comportamento alimentare, dagli atteggiamenti antisociali.

In un contesto comunitario e sociale (scuola, quartiere, paese): si possono sviluppare progetti di educazione alla genitorialità, di educazione alla salute, ad esempio sulla prevenzione al diabete, all’obesità e ad altre patologie.

Gli interventi di promozione alla salute, per la loro complessità e articolazione, richiedono metodologie di approccio integrate e multidisciplinari e mirano a:

  • Migliorare gli ambienti di vita
  • Rafforzare l’azione della comunità potenziando la partecipazione alle scelte e alle decisioni che riguardano la propria salute.
  • Sviluppare le capacità personali a partire da una educazione alla responsabilità e alla partecipazione
  • Riorientare i servizi sanitari a partire dalla formazione del personale per arrivare ad un modello di assistenza che privilegio, anche nella cura, la promozione della salute.

Quali sono i professionisti coinvolti negli interventi di prevenzione: tutti coloro che lavorano nell’ambito della relazione di aiuto, ma anche medici e personale sanitario.

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