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Le 4 fasi dello sviluppo del bambino secondo Piaget - Annica Cerino
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Le 4 fasi dello sviluppo del bambino secondo Piaget

Lo sviluppo cognitivo consiste nel processo di acquisizione di conoscenze che si verifica durante l’infanzia e l’adolescenza. Esso coinvolge aspetti come la memoria, la comprensione, la concettualizzazione e la classificazione, tutte funzioni necessarie per adattarci al mondo e attribuirgli un significato.

Concetto fondamentale per Jean Piaget è che l’essenza della conoscenza è l’attività. Il bambino impara tramite l’azione, sia essa fisica come l’esplorazione di un pezzo di legno, o mentale come la riflessione su certi risultati e il loro significato. Per apprendere, egli deve manipolare oggetti e idee.

Per Piaget la conoscenza è il frutto dell’interazione tra individuo e ambiente, ritenendo che la conoscenza venga formata attivamente dal bambino da pattern di risposta percettivi e motorici ricorrenti. Dalla connessione tra percezione della realtà e azione del bambino su di essa, emergerebbero così le funzioni psicologiche complesse. Piaget riteneva che la mente del bambino appena nato non fosse interamente plasmabile dall’ambiente, ma già dotata di una certa organizzazione psicologica, la quale predispone il bambino a usare informazioni con modalità specifiche. In particolare il bambino può selezionare, trasformare e ricreare l’esperienza al fine di adattarla all’organizzazione mentale in suo possesso. Nei bambini molto piccoli le strutture che formano tale organizzazione sono piuttosto semplici e basate principalmente sui riflessi, come per esempio il riflesso di suzione. È proprio attraverso i riflessi che i bambini appena nati esplorano l’ambiente e hanno esperienza del proprio corpo. Allo stesso tempo, una volta che hanno iniziato ad interagire con gli oggetti tramite queste modalità semplici, possono scoprire modalità di interazione diverse.

Metodo osservativo

Con i bambini più piccoli, fino ai 3 anni, quando non è ancora possibile ottenere  risposte verbali, Piaget impiega il metodo di “osservazione del comportamento”. Durante le sedute, Piaget crea situazioni critiche per il bambino, come ad esempio nascondere un oggetto o indurre un comportamento i imitazione e osserva ciò che fa il bambino.

Metodo clinico

Con i bambini un po’ più grandi, dopo i 3 anni, Piaget sperimenta il  “metodo clinico” che consiste nel formulare al bambino delle domande su aspetti della vita psichica(le origini del pensiero, del sogno, del linguaggio, ecc.) su fenomeni fisici (i movimenti degli astri, l’origine dei monti, e dei fiumi ecc) o sulla vita di relazione (nozione di famiglia, di straniero).Pur cercando di preservare la spontaneità del comportamento e delle risposte dei bambini, le osservazioni si basano su ipotesi del funzionamento del pensiero in un certo stadio dello sviluppo.

Metodo sperimentale

Unisce le caratteristiche del metodo osservativo, basato appunto sull’osservazione delle azioni del bambino e quelle del metodo clinico, basato sull’intervista verbale, crea una serie di situazioni sperimentali. Qui si verificano le abilità del bambino.

Teoria stadiale dello sviluppo

Piaget ritiene che lo sviluppo cognitivo non consista in un accumulo di conoscenze, ma in una serie di passi successivi, dove ogni passo rappresenta un modo di pensare qualitativamente diverso da quello precedente e da quello successivo, stadi dello sviluppo.

A ciascun stadio corrisponde un profondo cambiamento nella struttura o nella logica dell’intelligenza. Lo sviluppo, dunque consiste in una struttura cognitiva diversa, che produce una conoscenza più avanzata.

Questa teoria prevede 4 stadi:

  1. Stadio senso motorio che va dalla nascita fino ai 2 anni di vita
  2. Stadio pre-operatorio, che va dai 2 ai 7 anni di vita.
  3. Stadio operatorio-concreto, che va dai 7 agli 11 anni.
  4. Stadio operatorio formale, che va dagli 11 anni in poi.

Stadio Senso motorio

Il bambino conosce il mondo tramite azioni e informazioni sensoriali. È una fase in cui il bambino assimila, incorpora le caratteristiche percettive e motorie della realtà, traducendosi in atti prima semplici e isolati come afferrare o mordere un oggetto e poi più complessi e coordinati come afferrarli e lanciarli. La conoscenza deriva dalla percezione sull’ambiente e sulle azioni concrete sugli oggetti

Stadio preoperatorio

Alla base di questo stadio c’è la conquista della capacità rappresentativa, che consiste nella utilizzazione di significati (immagini, figure, gesti, parole, numeri.) connessi a significati. Ciò che marca il passaggio dallo stadio precedente a questo è la comparsa della funzione simbolica.

Il bambino sperimenta e affina la propria capacità di ragionamento. Tuttavia la percezione mantiene ancora un primato sulla rappresentazione.  La mancanza a questa età di alcune proprietà logiche essenziali del pensiero , come la generalità, induce il bambino a ritenere, ad esempio, che i nomi degli oggetti abbiano gli stessi attributi materiali degli oggetti, che facciano materialmente parte degli oggetti stessi, come il colore o la loro forma, invece di essere puri simboli.

 Il linguaggio compie rapidi progressi dal momento che il graduale passaggio fino ad arrivare a  dei “preconcetti”.(+ percezione  -pensiero astratto).

L’egocentrismo: la rappresentazione si manifesta in modo imperfetto, in particolare il pensiero appare caratterizzato da modalità egocentriche. Egocentrismo: il bambino non riesce ad immaginare che la realtà possa presentarsi ad altri diversamente da come egli stesso la percepisce. Ignora i punti di vista altrui e non è consapevole del fatto che le altre persone possiedano conoscenze, ricordi o emozioni diversi dai propri. Piaget parla a questo riguardo di egocentrismo cognitivo.

Animismo: i bambini attribuiscono facilmente sentimenti ed intenzioni ad oggetti inanimati.

Irreversibilità del pensiero: non consente di ricostruire mentalmente le azioni con le loro relative conseguenze. Il bambino considera un’azione per volta, una dimensione alla volta.

Periodo operatorio concreto

È caratterizzato da un grande cambiamento nello sviluppo intellettuale dei bambini: l’emergere delle operazioni mentali. Questo è il periodo in cui il pensiero comincia a liberarsi delle sue caratteristiche di egocentrismo e irreversibilità e assume la forma che è tipica del pensiero logico. I bambini si svincolano dagli aspetti percettivi della realtà. Il pensiero diventa più flessibile e più efficace, in questo stadio il pensiero del bambino può applicare le operazioni logiche agli oggetti solo se gli oggetti sono presenti, se può vederli e manipolarli, se si resta nel concreto. Manca la capacità di riflettere su nozioni puramente ipotetiche e astratte. È in grado di classificare gli oggetti, e di fare la seriazione, cioè l’abilità di organizzare mentalmente gli elementi per criteri come l’altezza, il peso, il tempo o la velocità in modo da disporli su un continuo.

Stadio operazioni formali

Il livello più avanzato di pensiero, sono capaci di ragionare su rappresentazioni e quindi oggetti astratti. Le operazioni quindi, non sono più concrete ma diventano logico-formali. Le operazioni formali si differenziano dalle operazioni concrete in primo luogo perché permettono il ragionamento su astrazioni. Sono in grado di ragionare sul futuro e creare realtà diverse usando l’immaginazione. Sono in grado di prevedere le conseguenze delle proprie azioni e formulare ipotesi sui possibili percorsi che un evento può seguire.

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