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La relazione tra la parola e il corpo - Annica Cerino
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La relazione tra la parola e il corpo

Il counseling a mediazione corporea si differenzia da altre tipologie di counseling perché oltre al rapporto verbale tra counselor e cliente ha come supporto la conoscenza del corpo per accompagnare chi chiede aiuto alla scoperta o alla riscoperta delle proprie risorse.

Il principio di base, per i counselor a mediazione corporea è non perdere di vista il processo energetico e corporeo del cliente e non limitate l’osservazione ai soli aspetti mentali.

I principi fondanti del counseling sono l’ascolto, l’empatia, la congruenza, l’accettazione incondizionata e la comunicazione che attraverso la tecnica della riformulazione facilita la relazione e la comprensione per entrambi, per i counselor a mediazione corporea è importante la conoscenza del linguaggio del corpo.

Per un counselor a mediazione corporea ad indirizzo bioenergetico è utile conoscere i tipi caratteriali definiti dall’analisi bioenergetica e le corazze muscolari, tale conoscenza potrebbe dare indicazioni generali sul tipo di persona che ha di fronte.

La mente mente, il corpo è sincero.

Quest’affermazione potrebbe suonare come una provocazione, ma se ci soffermiamo a riflettere sulle reazioni fisiche di fronte a condizioni di stress o di disagio, facilmente notiamo come i parametri fisici: respiro, sudorazione, rossore delle guance, tono di voce, posture ed altro siano molto più difficilmente controllabili dalla volontà che non le parole usate per fronteggiare la situazione.

Naturalmente quando il corpo si esprime, in modo così evidente attraverso un rossore o una sudorazione o un cambio di tono, il counselor attiva e sollecita la persona affinché quell’esperienza corporea acquisti un valore, un significato emotivo e diventi, dunque, un momento di consapevolezza del suo vero sentire. Un momento che può rivelarsi come una connessione intima con le sue più sincere inibizioni, con i suoi reali bisogni come pure con le sue più veritiere emozioni.

Il corpo ci rivela anfratti del nostro pesaggio interiore che non sempre portiamo alla luce. Esprime le strettoie attraverso cui siamo passati, per compiacere una realtà che in fondo non ci ha mai compiaciuto. Racconta delle maschere che indossiamo.

Il corpo quindi non solo come strumento di lettura e interpretazione della storia individuale, ma come elemento dinamico del percorso di sviluppo personale.

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