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La connessione tra le arti - Annica Cerino
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La connessione tra le arti

Di Natalie Rogers – a cura di Annica Cerino – Tratto dal libro “La Connessione Creativa”

Ciò a cui ho dato il nome di connessione creativa mi affascina: intendo quella compartecipazione tra il movimento, l’arte, la scrittura e il suono, che si influenzano reciprocamente e che si arricchiscono progressivamente. Muoversi con consapevolezza nello spazio, ad esempio, apre la porta a sentimenti che possono poi trovare espressione attraverso colori, linee o forme. Talvolta, quando scriviamo subito dopo un movimento o una qualche espressione artistica, in quel processo affiora un tale autentico e libero flusso che il testo può naturalmente prendere la forma di una poesia. Il processo di Connessione Creativa da me sviluppato stimola una simile esplorazione di sé. Lo paragono alla schiusa di un bocciolo di loto in una giornata estiva: al caldo, il fiore si apre all’ambiente, i suoi petali si schiudono rivelandone così la propria peculiare essenza. Se intercettati, i nostri sentimenti diventano una ricchezza per la comprensione di sé e si rivelano essere una fonte ulteriore di creatività. Permettiamo a noi stessi allora, con delicatezza, di aprirci a nuove possibilità. Ad ogni schiusa, sarà possibile addentrarci in ogni nostra esperienza sempre più profondamente. Una volta raggiunto il nucleo più intimo, scopriremo invero di essere in connessione con tutti gli altri esseri viventi. Noi creiamo, dunque, per entrare in sintonia con il nostro nucleo interno e, contemporaneamente, per metterci in comunicazione con l’esterno e con il mondo.   

Alcuni scrittori, artisti o musicisti intuiscono già il concetto di connessione creativa. Qualcuno tra questi potrebbe avvertire il desiderio di ascoltare della musica e ballare, prima di dedicarsi alla pittura. O ancora, uno scrittore potrebbe voler fare una lunga passeggiata prima di sedersi alla sua scrivania.

Neppure chi, tra le tante persone che abitano la nostra società, riconoscesse in sé stesso una completa assenza di creatività rimarrebbe escluso da questo discorso. Spero che la lettura di questo libro possa invogliarvi a lasciarvi andare a nuove esperienze. Potreste rimanere sorpresi da voi stessi.    

Io credo che tutti noi siamo dotati di una profonda e meravigliosa capacità a creare; questa creatività è presente anche se viene usata solo per relazionarci con i nostri cari o per disegnare qualcosa.

I germogli di gran parte della nostra creatività hanno radici nell’inconscio, nelle nostre emozioni e nella nostra facoltà intuitiva. L’inconscio rappresenta la sorgente più profonda da cui poter attingere. Molti di noi, tuttavia, vi hanno posto un limite. Incanalare i sentimenti entro percorsi creativi può risultare utile: nella danza, ad esempio, nella musica, nell’arte o ancora nella scrittura. Quando i nostri sentimenti sono caratterizzati dalla gioia, le possibilità di espressione attraverso l’arte accrescono. Se i nostri sentimenti sono violenti o se sono intrisi di rabbia, possiamo trasformarli in potenti forme artistiche invece che agirli come sfogo verso l’esterno. L’arte come strumento ci aiuta ad accettare ogni componente della nostra persona.

Accettare sé stessi è il primo e fondamentale passo affinché si possa provare compassione per l’altro.  

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