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Una relazione a tre: l'arte terapia - Annica Cerino
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Una relazione a tre: l’arte terapia

L’arte terapia come modalità relazione

L’arte è  di per sé uno spazio relazionale tra sè e l’opera, sia quando ne siamo gli autori sia quando  ne siamo i fruitori. Quando ne sono l’autore, l’opera d’arte mi restituisce parti di me, a volte ignote o poco conosciute, che iniziano a dialogare tra di loro, quando ne sono il fruitore raccolgo dall’immagine ciò che parla di me. In entrambi i casi, l’arte è una comunicazione autentica e spontanea perché inconsapevolmente si avvale di un linguaggio che  giace all’ombra  dell’inconscio.

L’arte terapia è un viaggio alla scoperta di sé, di quei territori meno conosciuti che proprio grazie alla poca luce di cui non godono si muovono dentro  facendoci vivere momenti di confusione e di smarrimento, generando talvolta una tensione che  si riflette nel corpo e nelle relazioni. È una modalità che si basa sull’ascolto della parte più intima e profonda di ciascuno, avvalendosi della forma artistica.

L’elaborato artistico è il medium che ci fa scendere dentro di noi e andare ad illuminare emozioni o frammenti di personalità  e raccontarle attraverso l’arte visiva, la scrittura, il suono o il movimento corporeo, laddove le parole non trovano espressione.

L’arte già di per sé è il linguaggio dell’inconscio e  come ci ha insegnato Carl Gustav Jung, è  soggettivo e per questo impregnato di contenuti e significati che appartengono alla nostra storia personale fina dal concepimento, ma si avvale anche e del simbolico collettivo, fatto di simboli  che appartengono all’umanità, un significato che l’essere umano, a prescindere dalla latitudine in cui vive condivide con gli altri esseri umani.

L’arte terapeuta e la relazione a tre.

L’arte terapeuta è un professionista che deve essere in grado di creare un setting o meglio un clima di libertà espressiva, di ascolto empatico e dovrebbe avere una fiducia incondizionata nelle risorse interne dell’altro.

È necessario che l’arte terapeuta riesca a creare un contesto interpersonale  che faciliti nel cliente la libertà di espressione. Quando ci sentiamo liberi di esprimerci, qualsiasi sia la comunicazione che stiamo dando all’altro, ne ricaviamo una sensazione piacevole: la sensazione di essere se stessi e di poter essere liberi in questa espressione personale.

È necessario che si crei un’ atmosfera relazionale che favorisca l’autoesplorazione, la riflessione sul suo disagio “sentendosi ascoltato, compreso dall’interlocutore, senza essere giudicato, valutato o inibito nella sua espressione, ma al contrario valorizzato e facilitato” (Carl Rogers).

L’arte terapeuta oltre alle conoscenze del linguaggio artistico, delle valenze psicologiche dei materiali artistici, deve essere in sintona con il mondo immaginativo che alberga in se stesso e restare aperto a quello degli altri; essendo un intervento che si basa sulla relazione a mediazione artistica.

L’arte terapeuta, pur avendo un’ ampia conoscenza dei linguaggi simbolici che possono esprimersi attraverso un immagine artistica, non interpreterà il lavoro del suo cliente, né farà una diagnosi. Ma lo accompagnerà nella sua evoluzione personale.

L’arte terapia dunque è una relazione a tre: l’elaborato artistico, il terapeuta e il paziente.

Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio. ” Gustav Klimt

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