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L'arte di mettere a fuoco - Annica Cerino
Kandinsky_-_Jaune_Rouge_Bleu (1)

L'arte di mettere a fuoco

L’arte può rappresentare una “alleanza” nella lotta alla sofferenza che rompe il potere e la distanza fra chi da e chi riceve.L’arte veicola le immagini, dà dei contorni a quello che si prova, a quello che si è vissuto, che si vive, a quello che si è.

L’arte mette a fuoco e porta fuori i pensieri accompagnando le persone e mettendole in condizioni di gestire, sopravvivere e coabitare con il proprio mondo e con le proprie preoccupazioni: combina, mescola, accetta segni, materiali, ipotesi nascenti e proposte di lavoro, in un percorso in cui giocare l’opportunità del desiderio, del confronto, del piacere, della responsabilità e della tolleranza alla frustrazione.

L’arteterapia è il prodotto di una integrazione di conoscenze e di tecniche eterogenee diverso dalla semplice applicazione dell’arte in campo clinico. E’ un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione non verbale attraverso l’uso di materiali che vengono offerti alle persone che si attivano e partecipano ad una relazione fatta di comunicazioni e azioni condivise: nell’arteterapia si privilegia, all’interno di un “setting” il linguaggio iconico e si pone al centro la relazione.

Non è pedagogia attraverso l’arte, né un insieme di tecniche finalizzate all’apprendimento (anche se poi si apprende) ma all’acquisire una consapevolezza in ciò che si sta sperimentando, una presa di coscienza delle proprie modalità espressive e del proprio stile, dei limiti e delle potenzialità racchiuse in esso. Materiali e tecniche hanno lo scopo di agevolare l’espressione di emozioni, di rappresentare personalità, di ampliare orizzonti. Non è una terapia occupazionale: l’accento è posto sulla libertà espressiva, sul processo creativo e sulla dinamica relazionale, anche se non si dimentica mai “il prodotto finito”.

L’opera è uno sguardo aperto sul mondo dell’autore, affermazione di una personalità, che non si interpreta mai e su cui si sospende il giudizio, ma anche oggetto concreto : indipendentemente dalle qualità individuali il proprio quadro fa comprendere  che uno spazio vuoto fino a quel momento si riempie di vita, e che è riempibile, anche quello dell’anima, attraverso l’esperienza della relazione con l’altro.

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