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Il tradimento è servito! - Annica Cerino
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Il tradimento è servito!

Lo sviluppo dell’individuo  passa  attraverso un susseguirsi di obbedienza e disobbedienza

La ricerca della propria identità passa attraverso il superamento di diverse dogane: c’è la dogana dell’obbedienza che è quella dell’ingresso nella nostra famiglia. Con la naturale  dipendenza da essa.  

Interiorizziamo la sua cultura, il suo linguaggio, il suo modo di pensare e di interagire con l’esterno. Ed è qui, all’interno della prima matrice che costruiamo il senso di appartenenza ad una comunità, è qui che impariamo a tessere le nostre relazioni e a edificare la prima immagine di noi stessi.  Procediamo ad internizzare modelli comportamentali e a identificarci nelle figure di riferimento che sentiamo più importanti.

Possono essere anche più di una, tant’è che creiamo una costellazioni di identificazioni. Ogni figura parentale lascia un sedimento, una forma di eredità. Che porteremo dentro per sempre. A questo stadio siamo ancora un’amalgama indifferenziata, un tessuto precoscienziale in cui l’esterno e l’interno sono inestricabilmente intrecciati insieme.

Poi, c’è la dogana della disobbedienza: si iniziano a costruire i confini personali, a disubbidire a quei dogmi,  sorgono dei dubbi intorno a quelle regole e alla loro reale bontà. Si prendono le distanze da quel contenitore di conoscenze per ricercare il proprio personale sapere, per evolverci verso altre sponde più in sintonia con la propria essenza. Il superamento di questa dogana è il guado verso l’autonomia. Verso la propria strada. È il momento in cui si lacerano le maglie della rete identificatoria.

Il primo tradimento è fatto!

Un tradimento necessario al proprio sviluppo personale.

Tradire significa dunque passare oltre, andare al di là dei limiti marcati dalla matrice originaria, dal rispondere al desiderio delle figure primarie; trasgredire vuol dire acquisire autonomia, letteralmente costruirsi un nomos personale, un sapere soggettivo in contrasto con l’assunzione passiva di un codice scritto da altri.

La costruzione della propria autonomia, passa attraverso un tradimento, così come ci insegna Eva.

Eva nell’Eden ha scelto la conoscenza, un sapere personale a costo di mettere a repentaglio le sue certezze, ha scelto di uscire dalla sua zona comfort,  ha scelto di diventare portatore di una sua identità, ha scelto un modo personale col quale aprirsi al mondo intorno e ad un progetto.

Ha scelto una modalità di vita che non è più sopravvivenziale, ma esistenziale.

Ha scelto.

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