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Il disegno del bambino - Annica Cerino
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Il disegno del bambino

Il disegno e la pittura dei bambini possono rappresentare un’espressione della vita emotiva e della personalità; come mostrò il filosofo francese Georges-Henri Luquet, allievo di Bergson, già nella sua tesi di dottorato del 1913, intitolata appunto I disegni di un bambino, il disegno veicola la creatività personale ed è un mezzo di indagine e di scambio con l’ambiente sociale.

Se il disegno può essere un ottimo mezzo conoscitivo dell’adulto, ancor più può diventarlo del bambino, nel momento in cui si tiene conto che in esso la capacità di esprimersi attraverso le parole è meno sviluppata.

Per un genitore, un’insegnante, uno psicologo o un educatore, la pittura e il disegno sono un valido ed efficace strumento per la comprensione delle relazioni che si creano tra l’adulto e il bambino. Il disegno, infatti, può narrare una storia tutta da decifrare, può raccontare la qualità e l’intensità delle relazioni, può permettere di individuare un momento difficile e le paure che il bambino vive nella sua realtà.

Dai primi scarabocchi alle raffigurazioni più complesse, il bambino comunica il modo in cui si sente in questo mondo, lo spazio che sente di occupare nella sua realtà e le emozioni predominanti all’interno delle proprie interazioni.

Il disegno ci guida nell’esplorazione dell’universo infantile, aiutandoci a comprendere, attraverso il segno grafico, il colore, la prospettiva spaziale, le figure rappresentate, il tipo di relazione che il bambino crea con i suoi coetanei, con i genitori, i fratelli e con le maestre; ma ci indica anche gli eventuali timori di fronte ai lutti o alle trasformazioni di vita familiare.

Ciò che i bimbi tracciano su un foglio può rivelare verità inaspettate, può far emergere emozioni e disagi estranei al mondo dei “grandi”.

La lettura del disegno può contribuire, dunque, a consapevolizzare genitori,  insegnanti, psicologi e altre figure professionali della realtà interiore del bambino e, pertanto, può permettere di intervenire nella maniera più efficace qualora il bambino mostri segni di disagio.

Più semplicemente, però, il disegno può essere utilizzato come un ulteriore mezzo di conoscenza, consentendo all’adulto di seguire gli sviluppi della vita interiore del bambino.

Luquet, grazie all’analisi di circa 1.700 disegni realizzati dalla figlia in dieci anni, riuscì a individuare quattro fasi dello sviluppo della capacità rappresentativa nell’infanzia. Ciò permette di dire che i bambini cambiano, crescono e nei loro disegni resta traccia di questo percorso evolutivo; conoscerlo permette all’adulto di conoscere meglio il bambino, delineando un quadro più chiaro e completo possibile di quella che è la sua personalità in fieri.

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