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Uno e trino: Es, Io e Super-io - Annica Cerino
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Uno e trino: Es, Io e Super-io

La struttura psichica viene suddivisa da Freud in

Es,  Io, Super-io.

L’Es: (in tedesco è il pronome neutro di terza persona singolare «esso») è il fondamento della persona psichica; l’espressione psichica dei bisogni pulsionali che provengono dal corpo. L’Es è il serbatoio dell’energia vitale, l’insieme caotico e turbolento delle pulsioni, il bisogno di ottenere il piacere ad ogni costo. L’Es è quindi governato dal principio di piacere. L’Es è inconscio, è impersonale, è privo di logicità, di pensiero astratto, di moralità, è lo spazio in cui le potenzialità espressive si formano. È involontario. Con esso Freud designa la parte oscura, una sorgente organica di energie pulsionali non organizzate che fluiscono in una dimensione atemporale, operando al di fuori delle consuete categorie logiche e da qualsiasi nozione di valore o di bene, di male o di moralità. L’io non si differenzia nettamente dall’Es, la sua parte inferiore si mescola ad esso, l’Io può essere paragonato al tronco e ai rami, l’Es alle radici.

È il serbatoio di bisogno caotici, istintuali, che non sono in armonia tra loro, né con la realtà esterna.

È tutto ciò che è ereditato, presente sin dalla nascita, stabilito per costituzione, innanzitutto le pulsioni che traggono origine dall’organizzazione corporea e che trovano qui, in forme che non conosciamo, un’espressione psichica. (Freud)

L’io :  è governato dal principio di realtà, la coscienza mediatrice che si trova tra l’incudine dell’Es e il martello del Super-Io. L’Io è l’istanza preposta alla coscienza, è la parte più superficiale dell’apparato psichico, si costituisce come mediazione tra i bisogni pulsionali propri dell’Es e il mondo esterno. L’Io è quella parte dell’Es che è stata modificata dall’influsso e dalla vicinanza del mondo esterno. Oltre a mediare i conflitti tra Es e mondo esterno, l’Io deve tener conto delle pressanti richieste del Super-Io.

Di fronte alle esigenze pulsionali l’Io mantiene un atteggiamento critico e decide quali debbano essere realizzate subito, rinviate o rimosse perché pericolose. Il suo compito è quello di mediare le istanze vitali dell’Es, tese al soddisfacimento irrazionale e assoluto, e le istanze del Super-Io, indirizzate verso la censura e la castrazione delle prime.

All’Io appartengono la percezione e la coscienza; ma è chiaro che la radice di tutti i processi che avvengono nell’ambito dell’Io deve essere cercata nell’Es. Per questo suo radicamento nell’Es, l’Io stesso resta in larga misura inconscio. L’io rappresenta i processi psichici di cui siamo consci perché riguardano attività che ci mettono in relazione col mondo esterno.

Tutte le scelte della psiche sono dettate dal principio del piacere: l’uomo desidera la sua felicità, l’appagamento immediato e incondizionato dei suoi desideri, ma tale desiderio si scontra quasi sempre con la realtà, ovvero con le costrizioni morali e le tradizioni sociali che sono ostili al pieno soddisfacimento del piacere. Spesso desideriamo così intensamente è al di là di ogni morale che è inevitabile non ottenere quasi mai ciò che vogliamo.

Il principio del piacere si scontra con la realtà e ne deriva l’inevitabile frustrazione dei desideri.

Ecco allora che al principio del piacere può subentrare quello di realtà: esso cerca la soddisfazione del desiderio in relazione a ciò che la realtà può offrire.

Mentre il principio di piacere cerca la soddisfazione immediata del bisogno in modo completamente irrazionale, il principio di realtà persegue l’appagamento del desiderio ponendosi obiettivi estesi nel tempo e sublimando l’impossibile appagamento immediato in rappresentazioni sostitutive.

In altre parole, di fronte all’impossibilità di un appagamento completo, il principio di realtà agisce in modo da adattare il soddisfacimento del desiderio alle situazioni avverse.

Annica Cerino

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