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La nudità - Annica Cerino
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La nudità

Stamattina ho incontrato un caro amico e parlando delle nostre rispettive attività, simili per alcuni aspetti, mi ha suggerito di utilizzare dei brevi video per parlare dei temi principali di cui mi occupo.

Il video è immediato, arriva prima alle persone, ci metti la faccia e trasmetti meglio quello che sei e il valore che tu dai a ciò che dici, rispetto allo sproloquio dei miei articoli e articoletti che vado postando sui social. La lettura richiede più tempo, una diversa attenzione, una concentrazione che pare si stia dissolvendo nell’etere negli ultimi tempi.

Ero totalmente d’accordo con lui. Soprattutto quando ha sventolato qualcosa sulla “nudità”, ossia sul mostrarsi per ciò che si è.

Ancora una volta, aderivo alla sua opinione convinta della bontà delle sue parole.

Ma c’è una cosa che finora mi ha frenata dal farlo, anzi due.  La prima è che la mia preziosa “nudità” emotiva potrebbe risentirne davanti ad una telecamera, potrei non sentirmi a mio agio. Per il momento no. Un giorno sicuramente!

L’altra è che a me piace scrivere. Adoro l’immagine che sta dentro la parola, la potenza dell’evocazione, la rima nella frase, l’emozione che ti punge al petto quando la scrivi e quando la leggi. È dall’età di 5 anni che scrivo, perché mi piace. Perché adoro le parole sapientemente usate. Sono più di 40 anni che scrivo e che faccio la mia personale ricerca stilistica, ma anche di parole. Mi confronto quasi tutti i giorni con scrittori  e poeti di vario genere da cui spesso rubo un’idea, una forma, un’alchimia di lettere, apprendo parole nuove. Nuoto nei vasti orizzonti lessicali e semantici per riscoprirmi ogni volta diversa. Diversa da ieri e forse anche da domani.

Il mio modo di scrivere è cambiato tante volte nell’arco della vita, ho attraversato anche gallerie buie e di un nero pesto, ma scrivere mi ha riportato fuori. 

A volte quando rileggo cose di soli pochi anni fa stento a riconoscermi. E questo mi piace. Mi fa tenerezza.

Riguardo alla nudità, non ho fatto in tempo a chiedere al mio amico a quale nudità, lui, fa ricorso nel suo lavoro?

Quale nudità?

Siamo frammenti colorati di un infinito caleidoscopio anche se non sempre si ha una chiara e adeguata coscienza della sua complessità. A volte i colori si mischiano, sconfinano l’uno nell’altro, le briciole colorate sono fragili come lo è la nostra nudità. E si muovono inquiete. La nudità è fragilità, ma è anche verità.

Poi, chissà un giorno, seguirò il suo suggerimento e vi sobillerò di video, così i miei tratti narcisistici me ne saranno grati.

Annica Cerino

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