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Lo schizoide e il suo limbo - Annica Cerino
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Lo schizoide e il suo limbo

Il trauma alla base della difesa schizoide è il rifiuto e la minaccia di morte.

Il rifiuto sperimentato e vissuto nelle prime ore di vita ha fatto sì che il bambino si dissociasse dal suo corpo.

Partendo dal presupposto che il primo contatto con la vita è un contatto sensoriale, il bambino, futuro schizoide, non ha sperimentato l’accudimento, il calore e l’amorevolezza che lo rassicurasse di essere veramente voluto in questa vita.

Il contatto corporeo ed emotivo con le figure di riferimento non sono stati appaganti, gratificanti, e spesso il contatto stesso è stato insufficiente.

Data questa premessa traumatica, il bambino inizia il suo cammino di dissociazione tra il corpo e la mente. Il corpo non essendo stato adeguatamente riconosciuto da un buon contatto corporeo e non avendo sentito l’amore e l’accettazione per la sua stessa presenza in questa realtà ha congelato la possibilità di sentire oltre. Di sentire e basta.

L’energia si rifugia nella mente, nel pensiero, nell’astrazione. La mente diventa il rifugio barricato dell’adulto schizoide.

La dissociazione tra corpo e mente nello schizoide equivale  a non sentire più il corpo e con il corpo, ma a pensare alla realtà come ad una rappresentazione, un immagine. La realtà non è il frutto di un processo percettivo ma il risultato di un intellettualizzazione.

Facilmente  può essere attratto da esperienze spirituali, alle quali è portato grazie alla sua intelligenza e sensibilità.

La dissociazione è tra il corpo e la mente, tra il sentire e il pensare, tra la realtà e il suo mondo interiore. E ancora, la dissociazione è tra il bisogno di intimità e la sua stessa negazione, tra il bisogno di contatto relazionale e il suo evitamento. Il sentimento pervasivo dello schizoide è la paura, quella di risentire il dolore del trauma primario. 

Tale dissociazione viene definita nevrosi, ossia un dialogo interno in cui non ci sono né vinti, né vincitori, due parti di sé fragili e bisognose che vivono entrambe in un limbo.

Il bambino si costruisce un modello interno di se stesso in base a come ci si è presi cura di lui” (J. Bowlby)

Ⓒ Annica Cerino

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