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L’amore non è dare ma essere aperti - Annica Cerino
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L’amore non è dare ma essere aperti

Arrendersi all’amore implica la capacità di condividere pienamente il proprio sé con un partner. L’amore non è dare ma essere aperti. Tale apertura deve essere in primo luogo verso se stessi, poi verso l’altro. (A. Lowen)

Così scrive Alexander Lowen. Una frase che estrapolata dal contesto in cui l’ha scritta mi ha fatto riflettere per diversi giorni. E mi ha anche  aiutato ad osservare le relazioni da una prospettiva nuova, dal dietro le quinte del “dare” che spesso si associa ad una forma d’amore.

Il dare presenta una variegata sfaccettatura di ambivalenze insite nella natura stessa del dare. Si può dare perché in  maniera più o meno inconsapevole si vuole dimostrare la propria magnanimità ed essere riconosciuti per questo, in tal caso ha un secondo fine, il riconoscimento personale a tratti narcisistici.

In amore a volte ci si prodiga nel dare perché abbiamo bisogno che l’altro ci veda e ricambi  il nostro bisogno di amore. Si dà perché è l’unico modo in cui mi viene restituito che così sono “buono” e “ amabile” cioè degno di amore.

Dare è come una moneta con due facce, può nascondere una coppia di opposizioni e di contraddizioni.

Si può dare perché in questo modo mi assicuro la tua presenza, creo una relazione di dipendenza, in cui il vero dipendente però divento io.  

La  generosità può essere la maschera del  controllo e  della  manipolazione, ovviamente sono tutte dinamiche totalmente inconsce.

Lì dove tu hai bisogno della mia attenzione, dei miei favori, della mia disponibilità, del mio ascolto, proprio lì si annida l’ombra del controllore, dell’onnipresente. Non sempre sono espressioni di intenzionale  sopraffazione o di malafede, bensì la manifestazione della paura di non esserci e di perdere la rassicurante sensazione di avere tutto sotto controllo.

Posso scegliere di dare perché è l’unica scelta che ho. E questa può essere la condizione di colui che ha bisogno di alimentare un’ immagine lasciatagli in dote dalla propria famiglia. Il risvolto è l’assenza della libertà di scegliere e la penuria di coraggio nel percorrere strade non ancora solcate.

Dare, ancora, detta in questi termini, può far perdere la cosa più importante: l’attenzione su di sé, l’ascolto dei reali bisogni che si nascondono dietro il bisogno di dare.

L’amore è essere aperti , riuscire ad accettare le cose così come sono. La diversità dell’altro. La distanza dall’altro. Le avverse vedute, che se accolte, possono essere solo di arricchimento. L’apertura è lasciarsi trasportare dalla corrente del cambiamento.  

L’amore non nasce per dare, ma fa lo sforzo di andare oltre.

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